Il Parco Nazionale della Sila
- Regione: Calabria
Siamo in Calabria, in un territorio compreso tra le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, nel cuore di quello che, per data di istituzione, è il terzo parco compreso entro i confini regionali, ma è il primo per dimensioni: il Parco Nazionale della Sila.
Il cammino che ha portato all’apertura ufficiale di questa spettacolare riserva naturale ha avuto inizio addirittura nel 1923, ma è giunto a conclusione soltanto nel novembre del 2002.
Oggi il Parco della Sila, uno dei Parchi Nazionali d'Italia, ha sede a Lorica ed è uno dei vanti dell’offerta turistica che contraddistingue la regione Calabria.
Se volessimo convincervi a raggiungere questa zona, ci basterebbe citare un primato, quasi da brividi considerando i tempi che corrono: secondo le ricerche condotte dal Laboratorio Nanodiagnostics di Modena, qui si respira l’aria più pulita d’Europa.
Faggete, castagni e pini silani sono le specie vegetali più caratteristiche della zona, che vanta un record nazionale di assoluto valore, in quanto rappresenta l’area boschiva più ampia d’Italia, e contiene addirittura l’80% dei boschi dello Stivale. Tra le piante e i bacini idrografici del Parco vivono alcune specie animali rarissime e protette da diversi decenni, indice di una biodiversità che non teme confronti.
Il simbolo della riserva è il Lupo, mammifero sopravvissuto alla minaccia dell’estinzione ed ufficialmente iscritto nell’albo degli animali salvaguardati dal 1970.
Per quanto riguarda la morfologia del territorio del parco, è dominata dal massiccio della Sila, ovvero un acrocoro formato sostanzialmente da rocce magmatiche e metamorfiche; intorno a questo si estendono colline calcaree ed altipiani irrorati dalle acque di fiumi e laghi. Tra questi, degni di nota sono il Crati, il Neto e il Mucone, mentre le aree lacustri sono dominate dall’Arvo, dall’Ampollino e dal Votturino.
La presenza dell’acqua influenza fortemente le caratteristiche della flora locale, che per lunghi tratti è vicinissima a quella tipica delle zone alpine ed appenniniche.
Le specie vegetali rintracciabili variano anche a seconda dell’altitudine: i paesaggi montani custodiscono abeti, larici, castagni e pini neri, mentre varcando la soglia dei 1500 metri ci si può imbattere in numerose comunità di torbiere, tra cui la Veronica scutellata e la Potentilla erecta.
Man mano che ci si avvicina alle pianure e alle quote più basse, la natura diventa più generosa, offrendo spettacoli inestimabili, sottoforma di vere e proprie praterie ricoperte da fiori colorati delle specie più varie: dai crochi alla Soldanella calabra, passando per viole e ginestre.
Oltre ad ospitare piante e fiori più che apprezzabili, il Parco Nazionale della Sila rappresenta l’habitat ideale per centinaia di specie animali differenti. Al già citato lupo, tra i mammiferi possiamo aggiungere il daino, il camoscio, la lince, l’orso e il cervo; poi scoiattoli, volpi, gatti selvatici, caprioli, ma anche poiane, aquile reali, falchi e gufi, nella nutrita categoria degli uccelli rapaci.
Non meno interessanti e rari sono gli animali che vivono nelle acque dei bacini silani: tra gli anfibi è impossibile non includere il tritone crestato italico, la salamandrina tergiditata e diversi esemplari di rane.
Un’oasi naturale in cui regnano un’aria rarefatta ed un clima tra i più salubri d’Europa: la Sila è ogni anno meta per le vacanze di migliaia di turisti. La raggiungono gli amanti della montagna, del trekking, dell’escursionismo, ma anche coloro che preferiscono i paesaggi lacustri e fluviali.
Molti dei 25 comuni contenuti nel territorio del parco vivono principalmente di un’agricoltura basata sulle risorse offerte dalla Sila. La patata silana ha ricevuto il marchio IGP nel 2010 ed è, insieme al fungo Camigliatello, il prodotto più tipico.
Dalla pastorizia e dall’allevamento di ovini e suini, arrivano altre specialità non meno apprezzate, come il classico Caciocavallo della Sila, le giuncate, ma anche insaccati tradizionali come le salsicce e le soppressate.
